GND sta per
Graduated Neutral Density, cioè stiamo parlando di filtri neutri graduati.
Molti stanno chiedendo informazioni sull'uso di questi ottimi filtri che anch'io ho acquistato ormai da più di un anno, ma che per varie ragioni ho utilizzato finora piuttosto pochino.
In precedenza avevo utilizzato i Cokin, ma a mio parere non vanno altrettanto bene.
Il
sistema Lee è forse quello più in auge tra i fotografi professionisti ed i fotoamatori evoluti di paesaggio. Esistono anche gli analoghi Cokin (bassa qualità), Hitech (così così) e
Singh Ray (pure ottimi, ma più costosi dei Lee, anche a causa del dazio: sono in vendita solo negli USA).
Ma, prima di tutto, a cosa servono?
Gli attuali sensori digitali non sono in grado di rappresentare la stessa
gamma tonale che percepisce l'occhio umano, che riesce a distinguereun range di 12-14 stop, mentre il
sensore ne registra correttamente 5-6 stop, dalla più luminosa delle luci alla più nera delle ombre.
Ne consegue ovviamente che se la scena di un paesaggio ha un divario ombre/luci superiore ai 5-6 diaframmi, il sensore non sarà in grado di rappresentarla correttamente, ovvero avremo ombre senza dettaglio esponendo per le luci o luci bruciate esponendo per le ombre.
L'uso di filtri GND permette di
comprimere la gamma dinamica della scena, riducendo puntualmente la trasmissione della luce in funzione della propria densità di grigio, che può essere pari a 1, 2 e 3 e più diaframmi.
La densità di grigio dei filtri GND, a differenza degli ND, è concentrata su circa
metà del filtro e va sfumando fino a zero sull'altra metà, riducendo la trasmissione luminosa solo su una delimitata zona dell'inquadratura, decisa dal fotografo che dispone il filtro secondo la situazione che ha davanti ed aiutato dal formato rettangolare dello stesso (100x150mm). Detti filtri vanno utilizzati in una specifica montatura portafiltri (holder), che a sua volta va alloggiato su di un anello adattatore avvitato all'obiettivo.
I filtri GND, oltre che in varie gradazioni, esistono di 2 tipi:
hard (linea di transizione piuttosto netta), adatti per soggetti con netta demarcazione tra i piani luminosi (paesaggi marini, per esempio) e
soft (linea di transizione più sfumata), indicati per soggetti con demarcazione imprecisa tra i piani luminosi (paesaggi di montagna, per esempio).
E' chiaro quindi che la scelta del posizionamento del (o dei) filtro(i) GND è fondamentale ed è necessario prestare molta attenzione alla
linea di transizione. Tra l'altro, la sfumatura di demarcazione non è facilissima da percepire all'apertura massima del diaframma dell'obiettivo in uso e va controllata premendo il pulsante di controllo della profondità di campo e posizionando il filtro nella posizione più performante data la scena.
Il Sistema Lee è composto fondamentalmente da:
Anello adattatore
E' preferibile ordinare il tipo wide, meno spesso, che elimina o quantomeno limita la vignettatura con i grandangoli spinti.
Holder (o portafiltri)
E' modulabile e nella configurazione standard porta fino a 3 filtri. Con i Lee è utilizzabile anche il tipo Z della Cokin, mentre Singh Ray, pjur producendo filtri delle medesime dimensioni, non produce un proprio holder.
Filtri GND
Per un effetto più marcato, si possono montare più filtri GND o abbinare ad un GND un ND (filtro interamente grigio neutro) per allungare il tempo di scatto.
Davanti al portafiltri è anche possibile abbinare un
filtro polarizzatore, che deve essere di diametro
105mm per risultare compatibile con l'intero sistema senza vignettare.

Per poter montare il polarizzatore, è necessario aquistare a parte anche un ulteriore apposito
anello adattatore.

L'
equipaggiamento minimo da comperare (per quanto soggettivo) potrebbe essere il seguente:
-
anello wide del diametro del filetto del nostro grandangolo preferito

-
holder Foundation kit (a 3 slot)

-
Filtro GND Soft 0.9 (3 stop: si presta bene per le riprese con rilievi sulla linea dell'orizzonte. Ottimo in montagna, ma anche al mare corregge la luminosità del cielo con la parte più scura e con la parte sfumata il riflesso conseguente sull'acqua)
-
Filtro GND Hard 0.9 (3 stop, va bene per scene marine lineari senza particolari riflessi o quando il sole non è particolarmente intenso)

Questo è il "minimo sindacale", ma ovviamente il corredo dei filtri è ampliabile quasi a piacimento, per esempio le gradazioni 0.3 e 0.6 dei GND hard e soft tornano spesso utili quando il divario di luminosità è inferiore rispetto a quando serve lo 0.9. Oppure quando è superiore, aggiungendo allo 0.9 uno 0.3, per esempio.
Un altro acquisto importante è il
polarizzatore da 105mm. Lee ne produce uno proprio, ma il migliore sembra essere l'Heliopan, nella sua versione a polarizzazione circolare ed in montatura slim (costo di pochissimo superiore al Lee). Se decidete per questo acquisto, non dimenticatevi di aggiungere l'
apposito anello che va montato davanti all'holder e sul quale avvitare il polarizzatore. Il polarizzatore toglie i riflessi, satura i colori e fa perdere circa 2 stop di luminosità.

Infine, Lee produce vari tipi di
filtri 100x100 ND in resina o vetro da utilizzare con l'holder in questione.
Quello che va per la maggiore ultimamente è il
Big stopper (da 10 stop), filtro non facilissimo da usare, soprattutto con tempi più lunghi di 2 minuti (per rumore digitale e cromatico indotti dal riscaldamento del sensore in determinate condizioni), ma sicuramente di grande effetto.

Tutti questi filtri vanno poi utilizzati con
creatività e
sensibilità dal fotografo, secondo la sua vena creativa, magari montandoli a rovescio.
Dove comprare?Sicuramente in Inghilterra, dove vengono prodotti i Lee e dove si trovano più facilmente. C'è più di un negozio online che ho sperimentato direttamente: si equivalgono tutti come affidabilità, occhio solo al prezzo migliore, considerando sempre che i tempi di consegna sono sempre piuttosto lunghi (6-8 settimane l'ultimo acquisto che ho fatto) e che qualcuno ha i prezzi IVA compresa, qualcuno l'aggiunge dopo.
Ecco i venditori che ho provato io:
MorcoTeamworkRobert White